Strumenti in Musicoterapia

Potrebbe apparire ovvio parlare dell' uso di strumenti musicali in un contesto musicoterapico; non lo è affatto! Le diverse metodologie adottate dagli operatori, e il diverso connesso significato che si attribuisce al termine "strumento" rende un breve intervento di specificazione necessario, più che opportuno. Nella Musicoterapia del modello Benenzon si distinguono, con appropriate terminologie, l' ambiente di lavoro nel suo complesso, definito con termine tipicamente anglosassone "setting" ed un sottoinsieme di esso, che viene sintetizzato nella sigla G.O.S. "“ Gruppo Operativo Strumentale.

Mentre il primo comprende ogni elemento materiale e immateriale posto, nel suo insieme, a disposizione di una terapia (stanza, terapista, oggetti, lo stesso paziente in senso ampio, etc.) il secondo fa preciso riferimento all' insieme degli strumenti terapeutici materiali, scelti dal terapista per approntare un determinato setting musicoterapeutico. Sarebbe ovvio pensare che, parlando di musicoterapia, il nostro G.O.S. comprenda necessariamente ed esclusivamente strumenti musicali; al contrario: il concetto di strumento utilizzato nel metodo ha valenza molto ampia e indefinita, facendo riferimento in maniera precisa all' etimologia del sostantivo, che deriva dal verbo "instruere": apparecchiare, disporre.

Lo strumento è tutto ciò che partecipa della "costruzione" del setting di terapia, secondo le scelte ponderate e selettive elaborate dal musicoterapista.

Così saranno parte del G.O.S. certamente alcuni strumenti musicali, ma anche oggetti diversi per struttura e funzione i quali, tuttavia, possano partecipare della preparazione di un setting funzionale al progetto terapeutico del musicoterapista: teli di jersey, scatole vuote, fogli bianchi o colorati, elastici, e qualsiasi altro oggetto possa entrare agevolmente in un processo costruttivo della relazione terapeutica in maniera positiva.