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Esame di registro per  l' A.I.M.

A cura di Fabio Plocco (musicoterapista, dottore in giurisprudenza).

 

Breve introduzione:

La questione dell'inquadramento professionale della figura del musicoterapista (o musicoterapeuta) nel nostro Paese coinvolge necessariamente diversi ordini di valutazioni:

  • La natura dell'attività  in quanto tale -
  • I percorsi di formazione adottati dalle differenti scuole e tendenze -
  • Il rapporto con i diversi ambiti di effettiva applicazione -
  • La relazione con gli assetti istituzionali esistenti -

Probabilmente la musicoterapia è una delle discipline contemporanee che "risente" in maniera determinante del carattere pluridisciplinare della propria natura: è evidente, ed ogni professionista può valorizzare questo elemento nella pratica quotidiana, la grande ricchezza che tale elemento costitutivo offre. La contaminazione e, in talune ipotesi, la fusione tra le diverse discipline messe in campo - musica, movimento, mimica, teatro, psicologia ed altre ancora - creano una straordinaria miscela di risorse, tecniche, opportunità  che, in modo sempre più palese e riconosciuto, realizzano un enorme contributo al benessere ed alla salute, fisica e mentale, delle persone che scelgono di svolgere un percorso di musicoterapia.

Per questa stessa ragione, d'altro canto, osserviamo come diverse tradizioni musicoterapeutiche traggono la linfa formativa primaria da diverse discipline di riferimento: ora privilegiando gli strumenti derivanti dalla psicologia, ora quelli offerti dalla musica in senso ampio, ora quelli relativi alla dimensione corporea e di movimento. La forbice, come facile intuire, tende ad allargarsi ulteriormente se affrontiamo la fase dell'effettiva applicazione della disciplina, che sempre più spesso deve trovare un adeguamento compatibile alle esigenze dei committenti, di coloro che chiedono il percorso per un paziente, per una classe di adulti, per un centro diurno per pazienti psichiatrici e quant'altro, e che hanno sempre una precisa idea di ciò che vogliono che il musicoterapista debba offrir loro ed anche della maniera nella quale questo dovrà  avvenire.

Queste considerazioni testimoniano con chiarezza un dato che sembra poter assurgere a punto di partenza di questo intervento: il progressivo distacco dagli aspetti squisitamente teorici della disciplina ed il suo avvicinamento alle tematiche più strettamente operative, sociali e terapeutiche, denuncia un forte rischio di frammentarietà  del fenomeno; e tutto il patrimonio di esperienze e conoscenze che, rispetto al primo punto in evidenza, forma la straordinaria ricchezza della scienza musicoterapeutica oggi, considerata nell'ampia accezione che l'A.I.M. regola e tutela, diviene un elemento gravemente confusivo al momento della pratica inclusione della musicoterapia negli ambiti accademici, sociali e, in modo ancora più evidente, istituzionali.

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