Cassandra wilson, dal jazz al folk senza etichette

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Cassandra wilson, dal jazz al folk senza etichette
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Chi era Cassandra Wilson?

Cassandra Wilson è stata una delle voci più originali e riconoscibili del jazz contemporaneo, ma ha regalato contaminazioni di generi indimenticabili dal folk al blues. È morta il 2 settembre 2026 nella sua casa di Jackson, Mississippi, a 70 anni. Lo hanno confermato il manager Robert Torre e il coroner della contea dove vivevs.

Nata a Jackson nel 1955, Wilson aveva una voce da contralto scura, profonda e quasi ipnotica, capace di stare dietro al tempo e trasformare completamente anche canzoni molto note.

Dopo gli studi universitari e un breve periodo nel mondo televisivo, si è trasferita a NY nei primi anni ’80 entrando nel collettivo M-Base guidato da Steve Coleman.

Il suo successo è arrivato negli anni ’90 quando è approdata alla Blue Note: album come Blue Light ’Til Dawn e soprattutto New Moon Daughter sono rimasti incastonati come pietre preziose nello svolgersi della storia del Jazz per il modo in cui la Wilson ha interpretato il jazz vocale. “Wilson mescolava jazz, blues, folk, gospel, country, rock e soul senza preoccuparsi troppo delle etichette”, come ha commentato il San Francisco Chronicle ricordandola.

Lo stile “Cassandra Wilson”

Ha vinto due Grammy Award e nel 2022 è stata nominata NEA Jazz Master, uno dei massimi riconoscimenti statunitensi per un artista jazz.

Più che una cantante jazz tradizionale, Cassandra Wilson è stata una interprete radicale: prendeva una canzone, ne rallentava il respiro, ne cambiava il colore e la rendeva più scura, più fisica, più personale.

La sua morte lascia una delle eredità vocali più riconoscibili degli ultimi quarant’anni: non uno “stile Cassandra Wilson” da imitare, quanto un modo, uno stile per prendere ogni genere musicale come materiale da trasformare. Rimanendo se stessi.

A Musicabile piacciono molto gli artisti che sanno reinterpretare, che trovano il coraggio di fare propria una canzone nata da altri avendo il coraggio, come è spesso capitato alla Wilson, di rimanere se stessi.


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